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il mistero nel cosmo

2024

27 ottobre meditazione sulla cosmogenesi

Le vite scorrono nelle occupazioni ordinarie che riempiono i nostri giorni: il lavoro, le relazioni in famiglia e con gli amici, l’impegno sociale e politico quando esistono. Il nostro orizzonte, per quanto ampliato dai media che ci portano il mondo in casa, un mondo percepito come vasto e complesso che ci rende più difficoltosa non solo la sua comprensione ma anche la nostra azione in esso, rimane, comunque, un orizzonte limitato, un nulla se rapportato allo spazio e al tempo cosmico: cos’é la Terra che abitiamo se non un piccolo puntino nell’Universo conosciuto che avrebbe la misura di un francobollo se l’Universo fosse rapportato alle dimensioni degli Stati Uniti? cos’è la vicenda dell’Uomo comparso solo nell’ultimo minuto dell’anno se rapportiamo ad un anno i 14 miliardi di anni della storia dell’Universo?

Non siamo pervasi da un senso di smarrimento – quello che si prova di fronte al Mistero – quando pensiamo all’origine e all’evoluzione dell’Universo?

Quando cerchiamo di immaginare l’Energia che ha dato vita all’esplosione iniziale (Big Bang), quella Forza che i cosmologi chiamano Vuoto gravido, Abisso che alimenta tutto l’Essere, Energia di Fondo, che ha lanciato gli elementi in tutte le direzioni dando inizio alla formazione del Cosmo?

Quando riflettiamo sul fatto che la prima generazione di stelle formatasi dopo il Big Bang, condensazione di gas, energia e materiali primordiali, hanno funzionato come potenti forni all’interno dei quali si sono costituiti tutti gli elementi che poi hanno formato tutto ciò che esiste, compresi noi stessi?

Quando constatiamo che questa evoluzione ha raggiunto livelli straordinari con l’apparizione della coscienza nella vita animale?

Quando guardiamo l’essere umano che serba nel suo corpo l’intera vicenda del Cosmo, dall’idrogeno primordiale formatosi dopo il Big Bang, al carbonio nato dopo l’esplosione di una supernova, al sale degli antichi mari, alle cellule discendenti dirette degli organismi semplici sviluppatisi miliardi di anni fa?

Quando consideriamo che siamo polvere di stelle, che siamo terra, che siamo parte del cosmo il quale in noi è arrivato ad essere sensibile, cosciente, riflessivo, che siamo idrogeno che contempla idrogeno?

Quando contempliamo il mistero dello Spazio infinito che oscilla dall’infinitamente grande del nostro sistema solare, delle stelle, delle galassie, dell’intero cosmo, all’infinitamente piccolo delle molecole, degli atomi, degli elettroni, dei neutroni, dei quark?

Queste domande ci accompagneranno nella nostra meditazione filosofica che assumerà la forma di una liturgia laica durante la quale, in un angolo panoramico del nostro Gargano, avremo modo di percepire il Mistero nel Cosmo.

“L’acqua del tuo corpo contiene l’idrogeno primordiale formatosi nei primi secondi dopo il Big Bang. Gli atomi di carbonio che ti hanno formato si sono uniti dopo l’esplosione di una supernova. La concentrazione di sale nel tuo corpo corrisponde a quella negli antichi mari. Le tue cellule sono discendenti dirette degli organismi unicellulari sviluppatisi miliardi di anni fa. Possiedi la vista perchè le molecole di clorofilla sono mutate in maniera che, come le foglie degli alberi, i tuoi occhi potessero catturare la luce del sole. E nel grembo di tua madre il tuo piccolo corpo ha ripetuto l’intero processo di vita multi-cellulare sulla terra, cominciando da una singola cellula e poi sviluppando via via una sempre maggiore complessità” (Judy Cannato)

  • Posti disponibili: 30
  • Quando: 27 ottobre 2024
  • Tipologia di pratica filosofica: meditazione, contemplazione filosofica
  • Termine per le prenotazioni: 26 ottobre 2024
  • Modalità di prenotazione: con messaggio whatsapp,

Programma

  • ore 9,00: ritrovo al parcheggio antistante all’entrata laterale del cimitero di San Giovanni Rotondo e proseguimento in auto verso il luogo d’inizio della camminata
  • ore 9,30 – 12,00: camminata e meditazione filosofica
  • ore 12,30: fine evento

Informazioni utili

Luogo di ritrovo: spiazzo di fronte all’entrata laterale del cimitero di San Giovanni Rotondo sulla strada statale 272 per Monte Sant’Angelo (coord. gps 41.70501, 15.74141)

Cosa portare: E’ consigliabile dotarsi di uno sgabello portatile (facile da trasportare a tracolla o nello zaino) o di uno stuoino per sedersi.

Caratteristiche del percorso: lunghezza 3 km (andata e ritorno); dislivello trascurabile.

7 Comments

  1. Angela Irma ha detto:

    Un’esperienza unica. Quando sei immerso nella natura, lontano dai rumori della città, non può che essere ,ormai, per i nostri quotidiani impegni cittàdini, che una esperienza unica. Il tutto accompagnato dalla musica e dalla voce del prof de Pasquale! Esperienza da ripetere senz’ altro.

  2. Silvana Stoico ha detto:

    Certi cammini non sono semplicemente spostamento del corpo, bensì spostamento dell’ anima e la sua discesa nei tuoi boschi sotterranei. Certi passi spostano il cuore, avvicinandolo alla pelle, perché tu ” senta” più intensamente le cose. Mentre sprofondo e nascondo le lacrime del mondo, imparo ad aver cura delle mie domande senza risposta e penso a chi sa raccontare e, raccontando, ti rapisce e poi guarisce. Grazie,Michele .
    Silvana Stoico.

  3. Betta Basile ha detto:

    Esperienza di trascendenza! L’immersione nella dimensione cosmica si è concretizzata per me in una trasposizione nei luoghi del medioriente che ho di recente visitato, oggi martoriati dalla guerra, nei quali ho raccolto il desiderio di riscatto della popolazione, intrappolata in assurde logiche di potere. Una connessione intima di vicinanza e solidarietà che mi ha portato a invocare la pace fra i popoli, la stessa pace che lo spettacolo della natura ci ha offerto questa mattina. Un sincero ringraziamento a Michele per le sue riflessioni e a tutti i partecipanti ❤

  4. Marilena Soldano ha detto:

    Buonasera, rispondo un po’ in ritardo. Le immagini e le parole viste questa sera mi hanno riportata a quei momenti. Io amo più i trekking lunghi e silenziosi, che in qualche modo seppure in gruppo diventano anche un po’ solitari…di meditazione in movimento. Quest’esperienza ha nutrito un’altra parte di me. Quella meditativa di gruppo “restando” e permettendomi di osservare con un altro punto di vista ed attenzione, pietre, flora e fauna, me stessa… Credo che questa passeggiata abbia creato l’incanto dell’incontro…attraverso la natura ma anche la musica e le parole, da cui ciascuno ha attinto a suo modo, e ció credo abbia unito le nostre energie creando una connessione più grande con tutto il resto. Grazie a tutti.

  5. Nicoletta ha detto:

    Ciò che ti sembra frammentario o caotico, poi trova una propria dimensione, una propria collocazione, si ricompone.

  6. Maria Difino ha detto:

    Diciamo che ancora non ho scritto nulla perché ho le idee ancora ben confuse e trovare la quadra non mi riesce….forse perché ora sono concentrata su un altro “progetto”. Ma rubo al mio qualche minuto per snocciolare solo alcune pillole, poi magari ci tornerò.
    Il racconto dell’ “inizio” che hai fatto pone difronte ad un grande interrogativo. Se l’epifania “del tutto” nonché il suo evolversi è stato solo “un caso”. Se tutto è avvenuto solo perché innescato da eventi succedutisi accidentalmente a catena dopo quel big bang. Allora che senso ha la nostra vita, e soprattutto quel che ne facciamo ? Ci hanno insegnato (almeno ai più fortunati) che la vita è fatta di “progetti”, che solo la “costruzione” ci fa sentire vivi, dà un senso. Ci fa alzare la mattina positivi, ci fa sperare, ci fa combattere, non ci fa arrendere. Provo a pensare solo per un attimo alla mia vita senza costruzione. Questo è il dramma della vecchiaia e della malattia. Non riuscire più a trovare un senso a questa costruzione, al futuro. La contemplazione in quanto stato della mente direi “passivo” può servire a ricaricare le nostre energie positive. Almeno così è per me. Ma la meditazione, stato “attivo”, riflessione, ragionamento, uso della immaginazione. E questo non può essere sganciato dal “moto”, seppure immaginativo o di finzione. Ma la finzione spesso è di ispirazione , e l’ispirazione porta inevitabilmente all’agire, all’esternare quel che è cresciuto dentro. Tutt’altra cosa dal meramente contemplativo. Forse Tu, quando commentavi il nostro forsennato “fare” ti riferivi all’agitazione senza progettualità. Solo così posso accettare la tua critica ad uno stato “attivo”. Fare per progetti, di quelli che ci fanno star bene, compresa la loro fatica, questo per me è “vivere”. E per questi spesso mi sacrifico e sacrifico la mia voglia ed inclinazione verso le relazioni. Tuttavia una spiegazione puramente scientifica della vita e del mondo mal si concilia con la “progettualità” di cui dicevo. Ecco perché, forse, è meglio per noi “credere” ad un dio. Perché solo progettando, costruendo, si riesce a trovare un senso a questa nostra presenza su questa terra, che non sia solo un “caso fortuito”. Ma su questo ragionamento ci tornerò, appena avrò la mente un pò più sgombra e avrò portato a termine (spero) questo mio progetto in itinere. Buona domenica a tutti, soprattutto a chi può vedere il mare.

  7. michele de pasquale ha detto:

    In riferimento all’intervento di Maria Difino

    E’ vero che non possiamo fare a meno del SENSO per vivere, Il SENSO ci può esser “trasmesso” (sotto forma di valori, di visioni del mondo, di progetti, … ). Ma ad un certo punto impattiamo col NICHILISMO che mette in crisi il SENSO trasmesso e che Nietzsche esprime con queste parole: “Manca il fine, manca la risposta al perché, tutti i valori si svalorizzano”. Al nichilismo può seguire un ripiegamento passivo su sé stessi, oppure la reazione attiva di COSTRUZIONE del SENSO. Ma in questa fase di costruzione – proprio perché abbiamo attraversato il nichilismo – dovremmo essere vaccinati contro i “facili” SENSI che ci vengono offerti e pertanto “l’incomprensibile” (= ciò che non rientra nei nostri schemi interpretativi) non dovremmo subitaneamente rubricarlo sotto le categorie di “caso” o “accidentalità” dove Dio diventa un’utile pezza giustificativa, ma umilmente dovremmo immergerci nel MISTERO senza alcun intento di solidificarlo; al suo cospetto possiamo al massimo ipotizzare (ad es. E’ possibile che il Cosmo sia animato da una sapienza capace di farlo evolvere verso la complessità e sistematicità? … ) o esercitare una CONTEMPLAZIONE ATTIVA nel senso che si traduce necessariamente in un sentimento di cura, di pietà, di amore nei confronti degli altri e della Natura.

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